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venerdì 22 maggio 2015

DISABILITÀ, SUPERARE GLI ISTITUTI: LA DICHIARAZIONE DI 13 EUROPARLAMENTARI

22 maggio, fonte superabile.it

E’ stato presentato al Parlamento europeo il testo che potrebbe essere "un atto di indirizzo di storica rilevanza cultura e politica: no alla segregazione delle persone con disabilità". Nessun italiano tra i promotori. Fish chiede massima adesione: "Politiche sociali favoriscano domiciliarità"

L'Europarlamento pronunci un secco "no" all'istituzionalizzazione delle persone con disabilità: la richiesta arriva da 13 europarlamentari, che chiedono la sottoscrizione della Dichiarazione appena presentata. Tra i 13 promotori, non figura alcun italiano: lo fa notare Fish, che ha reso nota l'iniziativa e spera nell'adesione da parte della maggioranza dell'Europarlamento: si tratta di contribuire alla realizzazione di soluzioni alternative che comunque, per standard e organizzazione, devono riprodurre il contesto familiare".
E proprio in questa direzione si muove la Dichiarazione sottoscritta dai 13 europarlamentari: "In tutta l'Unione europea - si legge - vi sono centinaia di migliaia di minori, disabili, persone affette da problemi di salute mentale, anziani e persone senza fissa dimora che vivono segregati all'interno di istituti e subiscono per tutta la vita le conseguenze dell'istituzionalizzazione". In tale contesto, gli stati membri "dovrebbero essere incoraggiati ad abbandonare l'assistenza istituzionale a favore di un sistema di assistenza e sostegno basato sulla famiglia e sulla comunità. Si tratta di una transizione complessa - riconoscono i promotori dell'iniziativa - che comporta lo sviluppo di servizi di prossimità qualitativamente elevati, la chiusura pianificata delle strutture residenziali a lunga permanenza e il trasferimento di risorse dal sistema istituzionale ai nuovi servizi, assicurandone in tal modo la sostenibilità nel lungo termine".

Proprio per favorire e rendere attuabile questa transizione, andrebbero utilizzati i fondi strutturali e di investimento europei, "conformemente allo sviluppo di servizi alternativi al ricovero in un istituto, basati sulla comunità": è quanto prevedono, peraltro, i nuovi regolamenti sugli investimenti, adottati nel 2014 dalla Commissione, la quale è dunque "chiamata a garantire che gli impegni a favore della transizione da un'assistenza istituzionale a un'assistenza basata sui servizi di comunità siano chiaramente descritti negli accordi di partenariato e nei programmi operativi di tutti gli Stati membri. Gli accordi in questione dovrebbero sostenere la realizzazione degli obiettivi della strategia Europa 2020, tra cui la riduzione della povertà".

Il contrasto alla segregazione e all'isolamento è anche tra gli obiettivi principali della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, ricorda il presidente della Fish, Vincenzo Falabella: "Su questo principio richiamiamo l'impegno politico del nostro Parlamento e quello culturale delle associazioni e delle organizzazioni dell'impegno civile. Ovviamente chiediamo a tutti gli europarlamentari di sottoscrivere la dichiarazione".

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