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venerdì 6 luglio 2018

COMUNICAZIONE UTENTI TORINO E PROVINCIA

Ciao Gianfranco,

sono Marica Caporali. Ti inoltro il progetto riferito ai nostri ragazzi autistici del CAD di Ciré "Arcobaleno in Fiore", via Torino 9, Ciriè (Torino). La referente del centro è Eva Circhirilli (366 2319210)
Ti sono veramente grata se riesci a spargere un po' la voce. Il progetto è stato seguito dal dottor Keller e Angsa Torino.
Per visualizzare  brochure e...

e... carta servizi cliccare sui rispettivi link
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martedì 13 marzo 2018

Autismo in eta' adulta, un Centro diurno

fonte "La Sentinella del Canavese" del 12-03-2018

CASTELLAMONTE. Sempre più servizi per l'ex ospedale Nubola di Castellamonte. Un altro, importante, infatti, è in arrivo. Su iniziativa dell'Asl/To4 e del direttore generale, Lorenzo Ardissone, è stato dato il via all'iter burocratico per la realizzazione di un Centro diurno per soggetti adulti affetti da disturbo dello spettro autistico. Centro che sarà ospitato proprio nei locali dell'ex ospedale, al secondo piano del Nubola, nell'ala di più recente costruzione. 
È una novità significativa e una risposta alle esigenze del territorio e soprattutto delle associazioni delle famiglie con malati, come l'Angsa. Il progetto di massima è stato elaborato dalla dottoressa Antonella Molinaro, responsabile del Csm di Ivrea, in collaborazione con la dottoressa Lavinia Mortoni, direttrice del distretto di Cuorgnè.
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venerdì 9 marzo 2018

Autismo: si lavora per dare nuove risposte residenziali e progettuali

8 Marzo, fonte torinoggi.it
Alla presenza dell’assessora Sonia Schellino, si è svolta in mattinata l’audizione presso la commissione servizi sociali (presidente Antonio Iaria), di Utim, Angsa e Luce per l’autismo, associazioni di tutela delle persone con autismo.

Hanno partecipato l’Asl città di Torino, con Orazio Pirro e Maria Baiona, neuropsichiatri infantili, direttori di strutture complesse, Roberto Keller, psichiatra referente del centro pilota per i disturbi dello spettro autistico, e la direttrice della Divisione servizi sociali del Comune di Torino, Monica Lo Cascio.

I rappresentanti delle associazioni hanno rappresentato un quadro ampio di problemi. Tra tutti, la carenza di strutture in città, che obbliga ad accettare inserimenti anche a 100 chilometri da Torino, un’interpretazione penalizzante delle norme sulla contribuzione economica da parte delle famiglie, la scarsità di progetti individualizzati realmente riabilitanti.
Lo Cascio ha annunciato che sono in fase di valutazione circa 120 nuovi posti di accoglienza a carattere comunitario in Città. Un gruppo appartamento della fondazione Teda in via XX Settembre (12 posti) dovrebbe essere tra i primi a partire.


Iaria si è impegnato “a valutare la possibilità di reperire nuovi spazi a Torino e sul territorio metropolitano per andare incontro alle richieste delle famiglie”.


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martedì 6 marzo 2018

Regole e deontologia nel parlare di sindrome di Down e autismo

fonte torinoggi.it

Report sul corso di formazione per giornalisti svoltosi martedì 27 febbraio al circolo della Stampa di Torino e nel salone d'onore del comune di Cuneo


“Regole e deontologia nel parlare di sindrome di Down e autismo”. È il titolo del corso di formazione per giornalisti organizzato martedì 27 febbraio al circolo della Stampa di Torino e nel salone d'onore del comune di Cuneo.
Ci sono voci che partono dal basso e cercano di infrangere stereotipi e pregiudizi, provando a smuovere certezze e creare nuovi punti di vista. Il lavoro del giornalista non è mai semplice ma quando ci si trova ad affrontare tematiche delicate come il mondo della disabilità è anche peggio. Così a volte per paura, per pregiudizio e per mancanza di tempo si finisce per scivolare nei luoghi comuni tra stereotipi e termini inesatti.
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venerdì 5 gennaio 2018

Disturbi del comportamento e autismo: crescono i contributi alle famiglie

fonte "VeronaSera", 5 Gennaio 2018
Disturbi del comportamento e autismo: crescono i contributi alle famiglie






Disturbi del comportamento e autismo: crescono i contributi alle famiglie

Con recente provvedimento la giunta regionale, su proposta dell’assessore alle politiche sociali Manuela Lanzarin, ha assegnato 700mila euro per venire incontro alle famiglie che seguono, per i loro figli, una delle cure con i Metodi Doman, Vojta, Fay, Aba o Perfetti attualmente non offerte dal sistema pubblico. I fondi sono destinati al rimborso parziale delle spese sostenute direttamente dalle famiglie. Nel 2007 erano 300mila euro, aumentati a 500mila e da due anni saliti a 700mila anche per l’apertura a nuovi metodi riabilitativi.
Questi strumenti di riabilitazione, non erogati dal sistema sanitario italiano, sono rivolti anche alle problematiche dell'autismo e delle diagnosi di disturbo pervasivo dello sviluppo e mirano a ridurre i comportamenti problematici e a migliorare la vita dei bambini e dei ragazzi favorendo la socializzazione, la comunicazione ed il linguaggio, le autonomie personali e le abilità cognitive.
La normativa regionale (L.R. n. 6/99 e successive modifiche ed integrazioni) prevede contributi ai cittadini veneti portatori di handicap psicofisici che applicano tali metodi. “Al fine di assicurare la concessione di tale contributo in modo uniforme in tutto il territorio veneto – spiega l’assessore Lanzarin – la Regione con vari provvedimenti ha definito i requisiti e le modalità per la presentazione delle richieste di rimborso delle spese sostenute per l’attuazione di queste metodiche riabilitative”. Nel 2017 sono state 350 le famiglie che hanno avuto accesso ai fondi, la maggior parte dei quali utilizzati per il metodo ABA (Applied Behaviour Analysis).
“Questo provvedimento – conclude l’assessore – conferma la maggiore attenzione maturata dalla Regione verso le famiglie con figli che soffrono di disturbi del comportamento e di forme di autismo, riattivando i tavoli di confronto con i rappresentanti delle famiglie, i tavoli tecnici anche finalizzati alla rivisitazione delle linee guida e creando, con un altro recente provvedimento, due centri di riferimento per l’autismo: uno a Verona presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata/UO Neuropsichiatria Infantile, specializzato nella diagnosi precoce, gli accertamenti eziologici e medici e l’intervento abilitativo precoce dell’età evolutiva, e l’altro a Treviso presso l’Azienda Ulss 2 Marca Trevigiana/UO Neuropsichiatria Infantile, che si occuperà dell’intervento abilitativo in adolescenti e giovani adulti”.


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