mercoledì 28 gennaio 2015

Visite di revisione: l'INPS definisce le nuove regole

fonte superando.it

Tramite una recente Circolare, infatti, l’INPS ha fissato i criteri operativi delle nuove procedure per l’accertamento e la revisione delle minorazioni civili, stabilite lo scorso anno dalla Legge 114/14. E lo ha fatto, secondo il Servizio HandyLex.org, «forzando a proprio favore l’applicazione del disposto legislativo, con vantaggi e svantaggi per i cittadini».

ROMA. La Legge 114/14 (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, recante misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l’efficienza degli uffici giudiziari) si era posta anche l’obiettivo di semplificare le procedure di accertamento e di revisione delle minorazioni civili.
Come si legge in un approfondimento elaborato dal Servizio HandyLex.org: «Una novità particolarmente rilevante riguardava proprio le visite di revisione. Nella normativa previgente, infatti, lo status relativo alla minorazione civile e all’handicap (Legge 104/1992) decadeva in occasione della scadenza dei relativi verbali di accertamento, anche se l’interessato era in attesa di visita di revisione. A causa dei ritardi “tecnici” di verifica della permanenza dei requisiti sanitari, all’indomani della scadenza eventualmente indicata nel verbale venivano pertanto sospese le provvidenze economiche (pensioni, assegni, indennità), si perdeva il diritto alle agevolazioni lavorative (permessi e congedi) e non si poteva accedere ad altre agevolazioni quali, ad esempio, quelle fiscali finché non fosse stato definito un nuovo verbale di accertamento. Con la Legge 114/14, invece, nel caso in cui sia prevista la rivedibilità, si conservano tutti i diritti acquisiti in materia di benefìci, prestazioni e agevolazioni di qualsiasi natura».

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martedì 27 gennaio 2015

IMPERFETTA (di Rosa Mauro)

Riproduco integralmente un mio intervento sul sito, che fa da premessa a una novità editoriale che è possibile trovare nella sezione autismo OUT.


Avendo escluso fin da subito la possibilità che questo sito potesse, in qualche modo, essere uno spazio monotematico, la sezione Autismo OUT ha sempre rappresentato, come dire?, l’essenza di tale scelta: qui, infatti, è stato, e continuerà a essere, possibile, rinvenire argomenti e video di vario genere. Musica, teatro, poesia, danza, fotografia, televisione, molto altro ancora...

A partire da oggi Autismo OUT si apre anche alla narrativa e la scena viene occupata da un racconto di Rosa Mauro. Opinionista di superando.it, scrittrice, impegnata nel volontariato (in particolare a sostegno di missioni operanti in Africa), donna di grandi lotte e intense passioni , come spesso sanno essere madri di soggetti autistici…

Non conosco Rosa se non attraverso la lettura di alcuni testi, grazie ai quali ho però capito di essere di fronte ad una persona che riunisce in sé due qualità, a mio giudizio, oggi quanto mai rare: il coraggio di raccontare la verità e l’onestà intellettuale.
Si tende sempre ad edulcorare i fatti nel timore che la verità possa risultare scomoda per chi la denuncia (conosciamo bene i “ricatti” subdoli ai quali tanti familiari di soggetti disabili sono ogni giorno sottoposti); sappiamo inoltre che non pochi intellettuali (cosiddetti), amando soprattutto autocompiacersi, sono completamente funzionali a quel sistema che a parole (solo a parole) dicono di voler combattere. A tale sorta di “legge” non scritta non fa certo eccezione l’autismo, grazie al quale non pochi, voglio ricordarlo, si sono arricchiti, così come non pochi, sfruttando l’appoggio di media compiacenti, hanno visto garantita una discutibile e dannosa (per i nostri figli) visibilità, “dannosa” perché banalizzano con soluzioni stravaganti una realtà che sappiamo bene essere invece complicatissima!

Gli articoli di Rosa denunciano questa ipocrisia, i compromessi, le ambiguità, le storture, le contraddizioni di un sistema, che non di rado opprime e annienta i più deboli o – se si preferisce – i meno garantiti.
Sono dunque orgoglioso di darle ospitalità, così come lo sarei nei confronti di tante madri e tanti padri che con coraggio ogni giorno combattono, nel silenzio più assoluto, battaglie difficili e talvolta drammatiche. Il mio sito, per quanto modesto, è il loro sito!

So che Rosa Mauro coltiva, tra tanti interessi, anche quello per la scienza e l’astronomia. Ciò spiega perché il racconto che ha scelto di pubblicare ha un’ambientazione “fantastica”, legato com’è alla fantascienza... I capitoli saranno presentati con cadenza settimanale e uscita il martedì.

Nel rinnovare la mia gratitudine all’Autrice, nel formularle gli auguri più cari per sé e suo figlio, invito tutti gli amici del sito alla massima divulgazione dell’iniziativa e auguro buona lettura

[G. V]
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domenica 25 gennaio 2015

Caregiver, familiari di disabili si rivolgono a Ue: “Persino in Grecia più tutele”

fonte ilfattoquotidiano.it

“Per stare dietro a mio figlio ho lasciato il lavoro. Simone ha 19 anni, è costretto a letto da una grave disabilità e ha bisogno di assistenza 24 ore su 24, sette giorni su sette. Io non posso prendermi una sera per uscire a cena con gli amici. E non ho nemmeno tempo di fare la spesa o andare dal medico quando sto male”. La situazione di Chiara Bonanno è simile a quella di migliaia di family caregiver, ovvero quelle persone che ogni giorno si dedicano in ambito domestico alla cura e all’assistenza di un familiare non autosufficiente, a causa di gravi malattie o disabilità. Si sentono “agli arresti domiciliari senza avere commesso alcun reato”, non hanno accesso a diritti fondamentali come riposo, salute, vita sociale, realizzazione personale. Per questo il Coordinamento nazionale famiglie di disabili gravi e gravissime ha organizzato una raccolta di firme per una petizione che verrà consegnata al Parlamento europeo il 27 gennaio. La richiesta a Bruxelles è di intervenire perché l’Italia è uno dei pochi Paesi dove la figura del family caregiver non è riconosciuta e non ha diritto ad alcuna forma di tutela previdenziale, sanitaria e assicurativa. Tutele, si legge nella petizione, “peraltro previste dalla legislazione italiana per prestazioni lavorative anche di natura atipica come quelle di tipo volontaristico”.
 “Nessun diritto a riposarci, curarci o avere una pensione. Siamo invisibili”. Le firme raccolte sono più di32mila. Segno di una cosa: quello che lo Stato garantisce a chi si occupa della cura di un proprio caro non basta. 
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giovedì 22 gennaio 2015

Non è l’isola di Peter Pan

«Dalla maggiore età in poi – scrive Rosa Mauro – le persone con autismo sono “adulti sperduti” in una crudele isola che non c’è, senza più nemmeno un nome – visto che la definizione di autismo scompare a diciotto anni -, destinati a rimanere confinati in un mondo a capriccio di chi vuole occuparsi di loro senza crederci veramente»

Segnalo, e invito alla massima condivisione, l'articolo "Non è l'isola di Peter Pan" pubblicato su superando.it e sul mio sito (sezione Autismo IN) al link, http://www.gfrvitale.altervista.org/index.php/autismo-in/20-autismo/303-non-e-l-isola-di-peter-pan )
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mercoledì 21 gennaio 2015

Disabili in Campania, cosa dovrebbe accadere in un paese normale

Riporto ampi stralci di un articolo pubblicato in controINFORMAZIONE sul sito. Io credo che questi "problemi" siano tutt'altro che limitati alla Campania e per tale ragione debbano interrogarci tutti.
fonte ilfattoquotidiano.it, Toni Nocchetti

In un paese normale.
In un paese normale non dovrebbe accadere che 1530 disabili mentali maggiorenni vengano messi alla porta dalle strutture che fino a ieri li accoglievano.
In un paese normale se, come più volte l’unione europea ricorda, i livelli essenziali di assistenza non vengono rispettati, la politica dovrebbe correre ai ripari.
In un paese normale la potestà legislativa delle Regioni dovrebbe saldare un rapporto di vicinanza delle amministrazioni con i cittadini più deboli.
In un paese normale si dovrebbe discutere come aumentare la qualità dell’assistenza ai disabili e non come azzerarla.
In un paese normale si dovrebbe garantire alle famiglie dei disabili una dignitosa assistenza domiciliare e non una, talvolta, lurida assistenza in centri indecorosi.
In un paese normale i politici dovrebbero fare ispezioni, visite a sorpresa nei luoghi deputati all’accoglienza delle persone in difficoltà invece che girare negli stadi o nei teatri.
In un paese normale quando, come accadrà in Campania dal prossimo 1 febbraio, 1530 giovani e adulti disabili mentali spesso inconsapevoli, non troveranno più spazio nei semi convitti tutti dovrebbero indignarsi.
Tutti dovrebbero indignarsi: gli intellettuali, i giornalisti, gli artisti, gli sportivi, gli insegnanti, gli operai, i ragionieri, i vigili del fuoco, i preti, le suore ecc. ecc.
Tutti dovrebbero indignarsi e qualcuno vergognarsi.
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lunedì 19 gennaio 2015

È autistico, costretto a cambiare scuola

fonte ILSECOLOXIX.IT

Genova - «I nostri figli non sono badanti o medicine. I nostri figli sono troppo piccoli, non possono stare vicini a lui...». Lui è Matteo (nome di fantasia, ndr), ha nove anni. Come tutti i bambini di quell’età va a scuola, in terza elementare. Matteo però non è come tutti i suoi compagni. Non ha la stessa loro fortuna. Matteo è un bambino autistico. I suoi sentimenti, le sue emozioni rimangono legate a quella disabilità che non ha scelto e si possono anche esprimere in modo imprevedibile. Come sono le sue reazioni.
Questo bambino, adesso, non ha più gli stessi compagni. L’isolamento che i genitori degli altri alunni hanno creato intorno a lui e alla sua famiglia, hanno costretto suo papà e sua mamma a fargli cambiare scuola. «Non potevo permettere altre umiliazioni a mio figlio e nemmeno noi le meritiamo - dice adesso il papà di Matteo, che fa l’operaio - Abbiamo deciso di cambiare scuola tra enormi difficoltà. Questa storia, però, va chiarita. Per mio figlio, per noi e per chi si trova nelle nostre stesse condizioni».
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