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mercoledì 12 novembre 2014

"Luigi il macchinista", il sogno di un ragazzino autistico

Bello... Molto bello...

Fonte: Agenzia ANSA, 11-11-2014

"Luigi il macchinista" parteciperà all'Asff As Film Festival. Il cortometraggio per la regia di Gabriele Meloni e Marco Spanu - produzione dell'Associazione Diversamente Onlus e di In mediazione di Cagliari - racconta una storia di inclusione all'interno di una scuola primaria cagliaritana. 
Sarà proiettato domenica 16 novembre alle 17 al Maxxi, Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma nella sezione "Ragionevolmente differenti".
Si tratta del primo festival del cortometraggio ideato e organizzato da ragazzi con sindrome di Asperger. "Luigi il macchinista", interpretato da Davide, 10 anni, e altri suoi coetanei, è uno dei due film italiani presenti al festival assieme a "Autism in wonderland" di Luigi Di Gangi, Ugo Giacomazzi e Simona Stranci. Le riprese del corto cagliaritano sono state girate anche a bordo di un vecchio treno a vapore.
Tratto dall'omonimo romanzo spagnolo (edito da Autismo Burgos) è la storia di un bambino e della sua passione sfrenata per treni e locomotive.
Luigi da grande vuole diventare macchinista e sogna di prendere una laurea in "trenologia". Affetto dalla sindrome di Asperger, una forma di autismo ad alta funzionalità, lo porta a isolarsi dal resto della classe per dedicarsi a ciò che più gli sta a cuore. Dei treni lui conosce proprio tutto e sarà proprio questo suo interesse la chiave che permetterà di spezzare le barriere invisibili che lo separano dai suoi compagni. 
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lunedì 30 giugno 2014

LETTERA APERTA A VIOLA

Cara Viola,
ho assistito alla proiezione di “Pulce non c’è” e di getto scrivo ora le sensazioni che il film, dopo la lettura del libro, mi hanno procurato.
Come sai, fortunatamente, non sono un critico cinematografico né uno di quei cosiddetti “grossi personaggi” (magari diventati tali abbastanza misteriosamente) di cui i media riportano - un giorno si e l’altro pure - ogni dichiarazione, anche la più bizzarra e/o banale. Dovrai accontentarti di molto meno, e me ne scuso anticipatamente…

Vivere questo film, ed essere contemporaneamente genitore di un soggetto autistico, produce – per lo meno questo è capitato a me - una struggente, inarrestabile, emozione, che si fa fatica a racchiudere in poche parole e poi a raccontare.
Gaya e Giuseppe Bonito riassumono bene il senso della realtà che ci circonda. Succede nella sequenza finale del film, quando “Giovanna” ci ricorda che  “Pulce”, e con lei le nostre “Pulci”, continuano - nonostante tutto e contro ogni logica - a non esserci, a non esistere. Gli autistici erano e restano, fondamentalmente ” invisibili” a (quasi) tutti.
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martedì 26 marzo 2013

Cinema Autismo

Aprire "Leggi tutto" e cliccare  sul link...

http://www.scribd.com/doc/132777075/CinemAutismo2013-Comunicato-stampa-1

...dove sarà possibile scaricare la locandina di questa interessante iniziativa, che si terrà (con ingresso libero) nelle giornate del 2-6-7-8 Aprile, in Torino.
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lunedì 11 marzo 2013

Viva la libertà


Oggi sono andato a vedere "Viva la libertà". Torno adesso a casa e provo a mettere giù alcune impressioni che ho tratto dalla visione di questo film, di cui consiglio vivamente la visione.
Personaggio centrale è Enrico Oliveri (Toni Servillo), segretario del principale partito di opposizione (il riferimento al PD mi è parso evidente) che entra in depressione dopo l’ennesimo sondaggio negativo. La competizione elettorale è alle porte ma lui, sfiduciato e smarrito, preferisce fuggire. Nel comitato elettorale è il panico: il portavoce Bottini (un magnifico Valerio Mastandrea), mentre si interroga sulle possibili piste da seguire, rintraccia il fratello gemello, Giovanni Ernani (di nuovo Servillo), un filosofo dimesso da poco da una clinica psichiatrica. 
A questo punto il film si sdoppia e racconta due storie: quella del politico, scappato a Parigi da un’ex fiamma, e quella del filosofo che a Roma prende il posto del gemello. L’impostore piace immediatamente: tra un componimento di Brecht (con cui incoraggia gli italiani a ricominciare dalle proprie forze: “Non aspettarti nessuna risposta oltre la tua”) e massime di buona coscienza, interpreta il ruolo così bene da restituire la speranza a un elettorato fin lì deluso e smarrito. I consensi risalgono rapidamente fino a sfiorare il 66 per cento. Poi...
Ispirato al libro di Andò “Il trono vuoto” (Ed. Bompiani,), "W la libertà" incanta grazie principalmente a due qualità, passione e leggerezza, che si fondono perfettamente in una storia che sa di favola. Bravissimi - come detto - tutti gli attori. A cominciare da un monumentale Servillo, continuando per Mastandrea e per le attrici del cast. Indimenticabile la scena con Angela Merkel che balla il tango scalza. 
Alla fine del film l’impressione è che (però) il sogno di una sinistra, con ritrovate sembianze umane, più che di speranza sappia di utopia.
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martedì 19 febbraio 2013

Un film alla mia portata

Ieri sera ho visto al cinema  "Il principe abusivo": mi intrigano sempre i film che la Stampa recensisce con due stelle (giudicandoli mediocri), a differenza di quelli valutati con tre o quattro  (che raramente capisco, soprattutto se presentati come "intellettuali"). Credo che questo atteggiamento sia dovuto, oltre che alla mia modestia culturale, alla necessità che ho di rilassarmi con qualcosa di leggero per scaricare le  tensioni che accumulo ogni giorno. Ma deve esserci anche altro: come mai, per esempio, non compro mai prodotti firmati? Come mai evito, se posso, di acquistare cose pubblicizzate in modo martellante in televisione?

Tornando al film ho trovato un Alessandro Siani "mostruosamente" bravo: ha ragione, secondo me, chi sostiene che sia il nuovo Troisi. Bravi anche, in ruoli non proprio congeniali, Serena Auteri e Christian De Sica. Esilarante Albanese in  alcune fugaci apparizioni.
Quello che non mi ha convinto (almeno in parte) è la storia su cui il film poggia. Direi una favola, con difficili agganci alla realtà, soprattutto per quanto riguarda il ruolo della protagonista (Sarah Felbermaum). Eppure la storia poteva anche avere un senso se il film fosse durato dieci minuti in meno: naturalmente non posso dire qui "perché", rovinerei la sorpresa...
Il prezzo del biglietto è ampiamente ripagato dalle gag di Siani che, credo per la prima volta, si cimenta anche nel ruolo di regista.

E ora vi regalo una vignetta, giusto per sorridere. Ciao



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